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23/05/2013 20.52.40
NEWS
[Data di pubblicazione: 03/07/2012]
GF STADUCALE SORRENTI E RINALDI DUCHI DEGLI APPENNINI
Una manifestazione che sembra avere litigato duro con il meteo, la Straducale andata in scena il 1° luglio a Urbino. Pesantemente segnata dal maltempo nella precedente edizione, in questa appena conclusasi, il nemico peggiore è stato Caronte, il gran caldo africano calato su tutta Italia, che ha portato le temperature urbinati prossime ai 40°C.
Non per nulla dei 1700 iscritti, un numero di tutto rispetto per la prova inserita nel Prestigio come alternativa alla Maratona, solo 1300 hanno scelto di prendere il via e di sfidare la canicola eccezionale.
Per loro tre percorsi a disposizione: il fondo da 73 chilometri che non prevedeva altimetrie di grande rilievo dove Monte Cagnaro e Gualdi, comuni ai tre percorsi, si sono rivelate le salite più impegnative. Di tutt'altra pasta il mediofondo da 135 chilometri, con il quale si andavano ad affrontare Rocca Leonella e il Monte Nerone. Decisamente ostico, tanto da guadagnarsi l'appellativo di Maratona degli Appennini Marchigiani, è stato il granfondo che, in 200 chilometri e 4600 metri di dislivello, ha proposto un tris di erte da montagna vera: il Monte Petrano, con i suoi lunghi tratti sterrati, il Monte Catria e il Monte Nerone, completamente aperto e senza vegetazione a dare rinfresco.
Veramente consistenti le misure anticalore intraprese dalla Ciclo Ducale, la società organizzatrice coordinata dalla famiglia Gualazzi, con Alessandro e Riccardo a tirarne le fila. Numerosissimi i ristori idrici e completi, approntati dall'organizzzione, oltre alla segnalazione di tutte le fontane libere presenti sul percorso, più l'autobotte sul Monte Nerone e i 700 sacchetti di ghiaccio freddo da usare all'occorrenza.
Ben 300 i chilometri e 6400 i metri affrontati dai 50 randonneurs che alle 21.30 di sabato sera hanno preso il via per la Randonnée Straducale. Per loro, prima di affrontare il percorso di granfondo, è stato proposto, come “antipasto”, il Monte Carpegna.
Unanimi i commenti positivi dei partecipanti che, sì hanno dovuto combattere contro l'eccessiva calura, ma che hanno trovato grande supporto da parte dell'organizzazione, oltre ad un preciso controllo della sicurezza sul percorso.
Venendo al lato agonistico, è stata una grande prova di forza e di ottima gestione fisica quella del giovane avvocato trevigiano Giuseppe Sorrenti Mazzocchi che, preso un margine nella discesa di Rocca Leonella, ha mantenuto un vantaggio che è andato via via aumentando. Al suo inseguimento un piccolo drappello di uomini composto da Alfonso Falzarano, Valentino Carriero, Gianluca Mirenda e Giuseppe Di Salvo del Team Maggi Saint-Gobain FRW e Krys Hubert della Cicli Copparo di Ancona. Sullo sterrato del Petrano il toscano Falzarano rompe il cambio ed è costretto al ritiro. La corsa resta così blindata fino all'attacco del Monte Nerone, che viene affrontato dal veneto con quasi cinque minuti di vantaggio. Qui partono il polacco Krys e il romagnolo Carriero all'inseguimento del fuggitivo. Il polacco allunga ancora il passo e riduce il divario a soli due minuti. La discesa e il successivo tratto in falsopiano fino a Piobbico avvicinano i due tanto da arrivare a vedersi. Lo sforzo per il tentativo di rientro costa parecchio sforzo a Krys, mentre Sorrenti recupera energie per le ultime due salite che affronta “a tutta” e mette nuovamente tra sé e il polacco quasi tre minuti che gli sono sufficienti per giungere vittorioso al traguardo posto sotto il Palazzo Ducale di Urbino. Tre minuti di attesa quindi per vedere giungere il polacco Krys. Nella discesa del Nerone, il giovane Carriero rallenta il passo e attende l'arrivo dei compagni Mirenda e Di Salvo che lo scortano fino all'arrivo dove guadagna il terzo posto.
Corsa senza storia quella femminile con il dominio della fiorentina Ilaria Rinaldi, che chiude la sua prova con 26' di vantaggio sulla romagnola Florinda Neri. Terza piazza per Veronica Pacini.
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